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SOCIOLOGIA DELLA MEMORIA - PAOLO MONTESPERELLI - LATERZA

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SOCIOLOGIA DELLA MEMORIA - PAOLO MONTESPERELLI - LATERZA
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Che cosa è la memoria? La memoria vista come patrimonio nostro, come patrimonio del singolo? La memoria come processo mentale mediante il quale parti della nostra esperienza sono ritenute, immagazzinate e rievocate? La memoria come un ventaglio d'argomenti, come rappresentazione del tempo e dello spazio? La memoria - rispondono gli studiosi di psicologia - è la condizione indispensabile affinché l'esperienza passata non vada perduta e possa essere utilizzata per l'esperienza futura.
Interrogativi e risposte - in ogni modo - si affollano e c'è sempre più il rischio di ritrovarsi in una serie di vicoli ciechi e di incappare in situazioni di vera e propria incomunicabilità. Ora uno studioso italiano - Paolo Montesperelli, docente di Metodologia e tecnica della ricerca sociale all'Università di Salerno - ci fornisce un vero strumento di ricerca e di lavoro affrontando, con questo libro, un affascinante viaggio (pur se, ovviamente, complesso…) nei sentieri della memoria. Si tratta di un ampio studio che c'introduce, a poco a poco, nel mondo di quei processi mentali sui quali fa sempre più affidamento il mondo attuale. E tutto questo mentre la psicologia contemporanea cerca di costruire un modello sufficientemente integrato di come funziona il processo della memoria. Montesperelli, conscio delle difficoltà che s'incontrano nella presentazione dell'intera "questione" sa bene che la scelta di fornire esempi e comparazioni è la più giusta per attrarre un pubblico che è, tutto sommato, lontano dalla "scienza" e dai sentieri della memoria. Sceglie così una trattazione che pur essendo ampiamente scientifica è pur sempre comprensibile grazie, appunto, a una gran ricchezza di ragionamenti. Comincia così notando che la memoria è indispensabile per governare ambiti vastissimi (p.3) e per giungere poi a sottolineare il ruolo di quei ricordi che sono evidenziati con l'espressione "memoria collettiva". Ci viene spiegato che la memoria non è solo un bagaglio di conoscenze interno a ciascun individuo (p. 7), ma che si proietta all'esterno divenendo collettiva proprio perché condivisa. E, in questo contesto, ci viene anche fatto notare che, spesso, un espediente molto usato sul piano della memoria è quello di fissare i ricordi attraverso luoghi e immagini (p.11). E sempre procedendo in questo labirinto Montesperelli affronta tutte le questioni relative alle "tecniche" che consentono un più ampio accesso a quelle informazioni che provengono dal passato.
C'è in questi campi una notevole moltiplicazione delle informazioni che vede cambiamenti epocali di memorie accessibili e di qualità delle memorie. In pratica si assiste ad un "processo di democratizzazione" dell'informazione (p.17). E tutto questo porta, inevitabilmente e giustamente, a poter considerare tali processi come una vera e propria "arte della memoria".
L'Autore, non a caso, sottolinea che la rievocazione del passato svolge una funzione essenziale anche per l'individuazione di un'ordinata continuità storica (p.31). E qui, subito, ci fa notare che "la decisione su cosa ricordare e cosa cancellare è sempre più una posta in gioco nei conflitti fra strategie di legittimazione diverse" (p.36). Poi, dopo aver ricordato che nelle contese per la supremazia sulla memoria svolgono un ruolo rilevante gli apparati e le modalità di trasmissione, Montesperelli nota che le rappresentazioni del passato vengono più facilmente legittimate e interiorizzate se si fissano con forza e in maniera indelebile nella coscienza dell'individuo (p.37). Più oltre l'analisi si riferisce a quella che è definita "memoria collettiva" con una più che mai interessante descrizione di quei pericoli che incombono sulla nostra società contemporanea. Perché, ad esempio, da quando sono stati introdotti gli acidi nella fabbricazione della carta e dell'incollatura dei volumi, intere biblioteche sembrano destinate a distruggersi. E, quindi, non ci sarà bisogno delle previsioni avveniristiche di uno scrittore come Ray Bradbury col suo "Fahrenheit 451". Montesperelli, in proposito, nota che già oggi circa il 25 per cento di tutti i volumi conservati nelle biblioteche del Nordamerica si sta letteralmente polverizzando… Ed è una crisi che tocca tutto il mondo. Si perde così un'enorme percentuale della nostra memoria collettiva… (p.43).
Ci sono poi i pericolosi silenzi della storia. Quelli programmati che sono tesi a modificare radicalmente i riferimenti al passato. Un vero e proprio annebbiamento della memoria. La quale ha i suoi alti e i suoi bassi. Come nell'immagine fortemente emblematica che ci ha lasciato Salvador Dalì raffigurando i quattro famosi orologi, di cui tre privi di spessore, quasi liquefatti. Il primo - nota l'autore del libro - pende da un albero, come se fosse un panno steso ad asciugare, per indicare che la durata di un evento può essere dilatata nella memoria. Sul secondo orologio si posa una mosca, a ricordare che l'oggetto della memoria è fatiscente come un residuo organico. E il terzo si avvolge a spirale intorno a una forma ibrida, e potrebbe significare che la vita distorce la natura lineare del tempo meccanico; l'unico orologio, il quarto, non è liquefatto. E' solido, lucido, metallico e in perfetto stato. E' ricoperto di formiche che sembrano divorarlo, mentre esso divora il tempo delle nostre vite (p.63)… La memoria, in sostanza, viene decritta da Montesperelli come un vero e proprio strumento di interpretazione. Perché, tra l'altro, senza memoria non esiste nemmeno il problema di un'identità (p.112) e il dialogo con la memoria del passato ci mantiene aperti all'appello di verità che dal passato stesso giunge a noi (p.123). La memoria è, in definitiva, il motore della nostra storia. E' questo l'insegnamento che viene da questa opera che è profondamente immersa nella realtà sociale. Opera che si adatta perfettamente, quindi, alle tante e tante questioni sollevate dalla società esistente proprio nel momento in cui si parla tanto di memoria storica…

Recensione di Carlo Benedetti
Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 22 novembre 2017 10:17

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