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BARABBA - PAR LAGERKVIST - IPERBOREA

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BARABBA - PAR LAGERKVIST - IPERBOREA
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Nel primo atto Barabba, graziato al posto di Gesù e rimesso in libertà, rincontra i vecchi amici briganti ma, pur accolto e invitato a riunirsi a loro, decide di andarsene per la sua strada, perché si sente profondamente scosso e trasformato dall'esperienza sul Golgota, dove ha assistito turbato alla fine di quell'innocente che è morto al suo posto. Si mette dunque sulle tracce di chi gli ha restituito la vita, partendo alla ricerca per lui ancora impossibile della fede. Incontra e parla con Pietro, l'apostolo dolorosamente pentito di aver rinnegato il Maestro nell'ora estrema e incapace di comprendere il disegno divino che si cela dietro agli avvenimenti del Golgota, ma viene allontanato da due passanti che hanno riconosciuto il "rinnegato".
Barabba, assurto ormai a inquieto e persino incredulo ricercatore della verità, testimonia direttamente alla resurrezione del Cristo insieme alla Leporina, una donna dalla quale aveva avuto un figlio e che aveva abbracciato la nuova fede senza esitazioni, ma non riesce ancora a credere al prodigio. Condotto successivamente alla presenza di Lazzaro, il resuscitato, per ascoltare la sua testimonianza circa il potere del Maestro, apprende con sgomento che il regno dei morti è il nulla. Sconcertato dalla risposta e dall'indifferenza inumana di Lazzaro, se ne va, non riuscendo a trovare la conferma alla propria fede nemmeno da chi avrebbe potuto esserne il più alto testimone. Abitato interiormente e fatalmente dalla morte e dal dubbio, porta poi il cadavere della Leporina, lapidata per il solo fatto di aver reso testimonianza al suo Maestro, alla grotta del Vecchio Eremita, diffidente anch'egli verso la nuova fede, e la tumula insieme al figlio di lei nato morto.
Il secondo atto si apre con Barabba, fatto schiavo, che lavora nelle miniere di rame a Cipro insieme a Sahak, la cui fede semplice trasfigura anche le tenebre della schiavitù. Trasferiti poi in un mulino di cereali per inaspettata decisione del guardiano della miniera, colpito nel profondo dalle parole di Sahak sull'Unico Dio e sul Maestro, i due compagni vengono convocati dal procuratore romano. Sahak morirà come martire della nuova fede, sempre confermata e mai tradita, mentre Barabba, cui sfugge ancora il senso della salvezza e del sacrificio di Gesù, estraneo alla legge dell'amore che vede e che vive in assurdo contrasto con l'efferata realtà quotidiana, afferma con ostinazione e orgoglio di non avere nessun dio e viene così graziato e assegnato a un altro lavoro. Durante l'incendio di Roma, pensando erroneamente che il regno di Dio stia per tornare, si mette a dar fuoco alla città, in un gesto di riscatto dell'intera vita. Viene perciò arrestato e condotto nel carcere sotto il Campidoglio, dove sono stati riuniti i cristiani accusati dell'incendio.
Ma anche in questo momento estremo della sua esistenza, Barabba non riesce a testimoniare la sua piena fede a Pietro, padre spirituale dei cristiani incarcerati. Nonostante questo viene suppliziato insieme a loro. Uomo dei suoi tempi, testimone che non riesce a vedere e Ognuno di sempre, insaziabile ricercatore della verità che, se non trova salvezza nella fede, la trova forse nel dubbio, Barabba assurge a simbolo dell'umanità davanti al mistero della redenzione e al richiamo di quel messaggio così rivoluzionario da non essere ancora penetrato, nonostante la sua forza e il suo fascino, nella spietata barbarie della Storia.
In un clima di rinnovato interesse per le tematiche legate alla Passione del Cristo e alla ricerca della fede, questo dramma che fa del dubbio il suo leit motiv, interesserà sicuramente non solo il pubblico di area cattolica e i cultori di Lagerkvist, ma chiunque nutra il desiderio di capire l'uomo moderno nella sua complessità umana, spirituale e culturale.

Recensione di Iperborea
Ultimo Aggiornamento: sabato, 18 novembre 2017 22:44

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