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L'ITALIA L'E' MALADA - GIORGIO BOCCA - FELTRINELLI

Prezzo: €14.00

L'ITALIA L'E' MALADA - GIORGIO BOCCA - FELTRINELLI
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Questo libro - non a caso centrato su una Italia "malata" - non va giù a quanti vogliono tacere sui mali del momento. E così un deputato "azzurro" (cito dalla "Repubblica" del 24 febbraio 2005) si è indignato con Bocca accusandolo di dare del Sud italiano una visione che non lascia spazio alla speranza… Proprio così: la speranza. Ma nell'opera in questione il tema non è quello della "speranza" del Sud o del Nord; il tema è quello epocale che sollecita a tenere alta la dignità del saper indignarsi. E' il tema-appello che segnala un allarme per un corpo infetto nel quale ci troviamo, tutti, ad operare.
Sappiamo che Bocca - con la sua esemplare semplicità di linguaggio - non è nuovo ad analisi dure e impietose. Cariche di sfoghi che hanno il pregio di affascinarci e di ricondurci allo specchio, alla ricerca di orientamenti di fondo. Prevale sempre, nel suo modo di affrontare i problemi, l'ansia del cronista (è stato redattore alla "Gazzetta del popolo" e all' "Europeo", inviato del "Giorno" ed è stato uno dei fondatori de "la Repubblica"), la passione per l'etica e la morale. E, soprattutto, per la verità affrontata in modo divulgativo e rigoroso. E così in questo libro Bocca avanza una domanda centrale. Chiedendosi e chiedendo a tutti noi cosa sia un regime.
Le risposte (mentre c'è l'impellente necessità ad alzare la mano per dire che il re è nudo…) arrivano a poco a poco con un raffica di note e tesi dense di significati. Regime - precisa l'Autore con approfondite riflessioni - è una società classista che finge di essere senza classi e di sovversivi che fingono di essere moderati. E tutto questo si registra nel momento in cui ci troviamo a fare i conti con un regime oligarchico al quale piace simulare la democrazia. E da noi - Bocca lo sottolinea subito nell'incipit della sua spietata analisi - esiste, appunto, un partito di regime che si è dato per nome "la Casa delle libertà" (pag.6).
E basandosi su questa dura affermazione - che è anche una profonda critica della realtà sociale - si costruisce, a poco a poco, l'impianto della "malattia" italiana. Che vede un capo del governo "esperto nel dire e disdire", con i fatti che "non contano", con l'informazione che è "al servizio del regime". E in questo contesto Bocca affronta anche l'attuale questione del "revisionismo storico" che è, appunto, "al servizio del nuovo padrone". Regime, quindi? E ancora: come si vive nel regime? Bocca risponde: "da stanchi". Stanchi di non capire, di essere presi in giro, stanchi del cattivo gusto, delle facce da servi. Tutto questo anche per il fatto che la continua menzogna ci stanca. Il regime, quindi - per Bocca - c'è e come…. Tanto che si ha "l'impressione di aver perso la gravità, di galleggiare nell'aria come gli astronauti, senza capire in che mondo ci si trovi".
Sotto accusa in quest'Italia malata sono anche (e soprattutto) i media e, in particolare, i sistemi televisivi dove - nota Bocca - l'occhio della camera da presa s'indirizza "come una sonda dentro tutti i buchi, dentro un retto…". Poi frecciate contro la moda delle veline - "ragazze in fiore" e conseguente "zuccherosa falsificazione della realtà" - e contro una televisione di guardoni e analfabeti, in cui folle giovanili si spellano le mani per applaudire comici da strapazzo. Ecco perché si vive - tutti - in un paese che non ha il coraggio d'essere se stesso, che preferisce nascondersi dietro il trasformismo. E si tratta - si nota molto acutamente - di un trasformismo che tocca due parti della società: da un lato quella dei fascisti che fanno i democratici e dall'altro quella dei democratici che si comportano come fascisti (pag. 15).
Di conseguenza - questa la sommaria conclusione - siamo al cospetto di un regime che non è il fascismo, ma che gli somiglia... E in tale contesto tutti sono portati ad usare una espressione di questo tipo: "non va, ma va bene così".
E si va avanti nella lettura continuando a chiedersi, quindi, cosa sia un regime. La risposta che ancora una volta ci viene proposta è che il regime è un potere politico-economico talmente forte che può disporre delle censure spontanee dei sudditi: di quanti sanno, sentono di farne comunque parte, di esserne comunque condizionati e corrotti. Sotto tiro c'è poi la politica estera dell'Italia ("eravamo un paese escluso dalla politica estera e ora siamo amici di Putin e culo e camicia con Bush") con precisi riferimenti alle decisioni relative alla presenza in Afghanistan e in Iraq. Poi l'accento si sposta su quello che Bocca definisce "fascismo perenne". E cioè quel fascismo interiore che - come diceva Gobetti - segna l'autobiografia della nazione… E qui una serie di notazioni sulle tante e incredibili battute di Berlusconi ("Mussolini mandava in vacanza al mare i suoi oppositori… Farò visita volentieri a questo Papà Cervi"). Ma non si salva nemmeno il presidente del Senato, Pera, il quale non si è risparmiato… perché ha detto, a suo tempo, che la guerra di Liberazione (quarantamila morti e ventimila feriti) è un mito che non è storia, ma una vulgata propagandistica del Pci…(pag. 27).
La narrazione di Bocca si fa sempre più pressante. Ne esce un quadro generale di una Italia ben rappresentata da quel popolo forzista individuato in una borghesia padana, oscillante fra il doppiopetto e la camicia nera, fra il moderatismo e la vendetta di classe. Altri capitoli sferzanti sono poi quelli dove si parla dei capitalisti di tipo nuovo e dove si affronta il tema del rapporto con la giustizia. Con notazioni di questo tipo: "Il disprezzo di Berlusconi per la giustizia deriva dalla sua megalomania, uno che si crede il salvatore dell'Italia dal demonio comunista non può ammettere che esista un potere giudiziario autorizzato a processarlo e meno che mai a condannarlo" (p.83). Regime, appunto. Ed è in questo "clima" che va scomparendo anche la comune buona educazione. Perché - dice ancora Bocca - "i modi del potere sono villani, i cortigiani del potere tolgono la parola agli oppositori, abusano senza ritegno dello stato, censurano giornali e televisioni…" (pag.141).
Consigli per l'uso? Bocca fornisce solo gli strumenti d'indagine. Ma ponendosi la domanda relativa al fatto che un terzo degli italiani non sa come arrivare alla fine del mese, risponde polemicamente e crudelmente: "Si arrangino". Sa bene, infatti, che bisogna sbattere queste dure verità anche correndo il rischio dell'impopolarità. Libro amaro, quindi, questo di Bocca. Ma di appassionante lettura dove spicca la lucidità mentale di questo osservatore della nostra vita.

Recensione di Carlo Benedetti
Ultimo Aggiornamento: venerdì, 24 novembre 2017 06:46

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